Salvo miracoli

All’apertura di Expo, tra i tanti padiglioni non finiti ci sarà proprio quello del paese ospitante.

A questo punto, visti i numerosi lavori in corso che sicuramente ci saranno nel primo periodo di apertura, Expo 2015 si candida a diventare la meta preferita dei pensionati “da cantiere”.

Siamo così

Vi racconto la stessa storia ambientata in due posti diversi.

Italia

Compro online due biglietti per una mostra prima della sua inaugurazione tramite il principale circuito nazionale di prevendite.
Dopo poco pare che la mostra verrà rinviata, poi invece viene detto che si farà a data da destinarsi, di avere fiducia che comunicheranno presto le nuove date.
Chiedo il rimborso dei due biglietti e mi viene detto che purtroppo le spese di commissioni non posso essere restituite anche se sono loro ad annullare l’evento.
Dopo qualche settimane viene annunciato ufficialmente che la mostra proprio non si farà più.

Sono passati più di 5 mesi e del rimborso nessuna traccia. Nessun messaggio che mi aggiorni sullo stato della mia pratica o sulle cause del ritardo. Silenzio.
A qualche insulto sull’account Twitter ufficiale si risponde che i rimborsi sono cominciati da qualche settimana e sono ancora in corso (manco avessere venduto milioni di tagliandi, ma tant’è).

To be continued …

 

Stati Uniti

Mi accorgo che al momento del rinnovo automatico del mio abbonamento ad un servizio di streaming mi sono stati addebitati circa 20 dollari più del dovuto.
Dalla form sul sito chiedo spiegazioni in merito e il giorno dopo, in orario comodo per me nonostante il fuso orario, un addetto del servizio clienti mi telefona da New York per confermarmi che l’errore c’è stato e che entro 5 giorni lavorativi riceverò il corrispondente accredito sulla mia carta, con tante scuse per il disagio.
Inutile aggiungere che i soldi sono arrivati nei tempi promessi.
Fine della storia.

 

Non si esce vivi

Oggi Facebook ha deciso di assestare un duro colpo alla mia autostima:
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In realtà mi mette sotto gli occhi una verità ineluttabile per tutti quelli nati alla fine degli anni 70: Cristina d’Avena, il Drive In e i paninari ci sono stati inoculati insieme alle vaccinazioni contro il morbillo.
In quegli anni abbiamo cominciato a muoverci più o meno autonomamente verso il mondo adulto ed è ingenuo pensare di non esserne stati influenzati.
No, secondo gli Afterhours, ma citarli era fin troppo scontato.

Io mangio da sola

I casi sono due: o quello che scrivono non è vero oppure i giornalisti di Repubblica da piccoli trovavano sempre il pranzo da riscaldare nel microonde.

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Almeno ditelo subito

Sarà che sto invecchiando, ma poche cose mi inquietano come un creazionista all’improvviso.
Mi è già capitato e non mi ci sono ancora abituato.