L’angolo della cultura
venerdì 24 settembre 2004Fatevi due risate con questo documentario su una specie umana che si aggira negli anfratti più bui di molte aziende: il sistemista Linux.
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Fatevi due risate con questo documentario su una specie umana che si aggira negli anfratti più bui di molte aziende: il sistemista Linux.
Oggi per strada mi ripetevo che alla fine potevo accontentarmi dell’iBook, che bianco ghiaccio com’è è così carino… Poi sono entrato, e dentro di me ero già deciso. Ho visto le scatole appena portate dal corriere ammucchiate sotto al banco di esposizione, non avevano ancora avuto il tempo di sballarli.
Che cosa vuoi? Il Powerbook 12″, quello nuovo.
Combo o SuperDrive? (secondi di indecisione, il sorriso della tipa non cambiava di una virgola, gli occhi cercavano di anticipare le mie intenzioni). Combo, sigh.
Però mettici altra RAM. (Piccola rivincita)
Mentre io vado su ad installare la RAM di al mio collega di farti vedere le Second Skin.
Gli oggetti che si fregiano di un nome così esotico altro non sono che delle custodie in neoprene; banali, ma siccome sono per il Mac costano una esagerazione: comprata – grigia.
Stacco l’assegno sorridente e mi fiondo per strada con lo scatolotto nero per la maniglia. Ovvio che mi fiondo a casa. Altrettando ovvio che appena arrivo a casa ci metto subito su le mani: il wi-fi va al primo colpo, il mouse della USB Logitech non fai neanche tempo a collegarlo che già ruoti lo scroll, la pennina USB va una meraviglia, condivisioni Samba pronte per garantirmi un po’ di musica.
E’ un po’ come le prime volte che esci con una ragazza talmente bella che non credevi di farcela. E’ tutto nuovo e bellissimo.
Questo blog chiude temporaneamente per orgasmi informatici multipli.
Altri 6 inviti Gmail, io non so che farmene, chi li brama mi faccia un fischio.
Questa è la miglior bolletta che abbia mai ricevuto in vita mia.
Verrebbe quasi voglia di incorniciarla.
Ho deciso di comprarmi un Mac.
So cosa state pensando, ma vi sbagliate: il nuovo G5 non c’entra.
Non mi hanno nemmeno convinto gli entusiasti utenti Mac che magnificano in continuazione le creazioni della mela morsicata.
Il mio lavoro è cambiato, le mie esigenze sono cambiate, la mia vita non è più quella che facevo fino a qualche mese fa.
A guardare il reparto notebook dei negozi di informatica mi cade la mandibola: girano di certi ciabattoni con dimensioni tali che di portatile ormai ci rimane giusto il nome. Io voglio un portatile piccolo con una batteria che duri tanto. Voglio portarmelo in giro senza che mi venga l’ernia e senza avere sempre l’ansia dell’alimentatore.
I portatili PC piccoli che consumano poco costano troppo. L’iBook è piccolo, ha una buona autonomia e costa poco più di 1000 euro.
Sui Mac c’è un sistema operativo sì proprietario, ma con un cuore Unix, così posso farci girare i miei programmi Linux preferiti e non sentirmi tanto spaesato. Di Mac OS X dicono tutti un gran bene e sono curioso di provarlo. Probabilmente conviverà in dual-boot con una Debian PPC, forse non lo avvierò mai, forse me ne innamorerò…
No, non mollo l’architettura x86, ho la casa piena di PC, il mio desktop è un vecchio Athlon assemblato con pezzi recuperati qua e là: costa poco e con Linux fa il suo dovere; un altro vecchio portatile con lo schermo fuso (si chiama Polifemo, infatti) fa da serverino che rimane acceso giorno e notte.
Nel frattempo il portatile che mi ero regalato a Natale non mi serve più. Ormai passano giorni prima che lo tiri fuori dalla sua borsa.
E’ una bella macchina, potente, accessoriata, usata poco e tenuta bene. Può fare la felicità di un sacco di gente che ha meno di 1000 euro da spendere in un portatile ma che vuole una macchinetta di tutto rispetto.
Uso il blog per metterlo in offerta, non è un’asta come eBay, alla fine potrei decidere di venderlo a chi mi sta più simpatico piuttosto che a chi mi offre di più.
Se vi interessa, fatevi sentire via mail. Ho fatto una paginetta con le caratteristiche tecniche.