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Archivio di luglio 2005

Inclassificabile, secondo episodio: sfiorando il ridicolo

martedì 26 luglio 2005

Microsoft vuole brevettare gli emoticon, le faccine fatte con i caratteri che sono vecchie quasi quanto Internet.

Inclassificabile

martedì 26 luglio 2005

Forse l’Italia è davvero come dice Fabrizio, o forse il Garante della Privacy ha senso dello humour. Fatto sta che dopo questo nuovo pacchetto-sicurezza saranno più al sicuro i nostri sacchetti dell’immondizia che le nostre email e comunicazioni telefoniche.

Son cose…

lunedì 25 luglio 2005

Ecco cosa mi mancava di vedere nella mia vita: una ragazzo di colore che impreca e soprattutto bestemmia in veneto.

Ecco, appunto

domenica 24 luglio 2005

Ecco la risposta alla mia collega che oggi sosteneva che l’esecuzione era la cosa giusta da fare “contro i terroristi”.

Intanto il Corriere di oggi piazza in prima pagina Angelo Panebianco a dire che per battere il terrorismo bisogna accettare la limitazione delle libertà personali, e Severgnini che dice più o meno la stessa cosa riguardo al controllo delle email.
Nessuno che venga sfiorato dall’idea che questa potrebbe essere uno dei tanti obiettivi a cui mirano i “terroristi” e che sono anche queste piccole grandi libertà che dovrebbero rendere così superiore la nostra civiltà. E qui ci vorrebbero badilate di virgolette.

Quella facciata di paladini dei diritti e della democrazia la stiamo perdendo, insieme alla lucidità e a troppe vite umane sprecate inutilmente.

Chinito Chinito

domenica 24 luglio 2005

Quando si dice musicista e Musicista, Ry Cooder fa sicuramente parte della seconda categoria. Del resto qualcuno ci aveva giusto, se appena ragazzino già suonava con i grandi.

Conosciuto tramite il babbo, che spesso in fatto di musica ci prende, fin da piccolo ho seguito le sue evoluzioni musicali con un’orecchio mentre con l’altro mi divertivo a sfogliare tutti i miei vari amori musicali, dagli Iron Maiden ai Pink Floyd, classica e Jefferson Airplane.
Talking Timbuktu
mi aveva definitivamente fatto drizzare le orecchie per questo signore americano che pesca a piene mani dalla tradizione a stelle e striscie ma ha una vera passione, quasi filologica, per la ricerca musicale. Il famoso Buena Vista Social Club non è stato solo un episodio.

Chavez Ravine era un quartiere di Los Angeles, raso al suolo per costruire lo stadio di baseball, ora è un disco che racconta quella storia attraverso le voci degli abitanti del quartiere, chicanos con poca voce in capitolo e grandi, caldi ritmi che Cooder ha saputo mettere su un CD che diventa sempre più bello ogni volta che lo si ascolta.
E se Ry Cooder non fosse Ry Cooder, Chinito Chinito avrebbe potuto diventare un tormentone radiofonico.