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Archivio di febbraio 2006

Un mondo a vignette

lunedì 6 febbraio 2006

Questione delle vignette. Non riesco a capire da che parte stare, perchè i quotidiani, le TV e l’opinione pubblica in italia sembrano essere sempre e solo o da una parte o dall’altra. Uno si sceglie la prima e l’altro prende quella che rimane, giusto per far parole.

I titoli di certi quotidiani sono al di sotto del giornalino scolastico, il dibattito è prevedibile e scontato.

Dicevamo delle vignette. Ebbene, io non so mica da che parte stare, leggo un po’ di qua e un po’ di là, ma mi sembra che ognuno tiri l’acqua al mulino . Io non credo, quindi per me la religione non è un argomento su cui essere suscettibile, io non so praticamente nulla dell’universo Islam, non so neanche come definirlo. Un bel casino, poi leggo un paio di post, questo e quest’altro, e mi trovo a dar loro ragione, per quel poco che posso. E penso che mentre tanti paludati giornalisti ed opinionisti stanno a recitare il loro solito copione professionale, due persone qualunque, senza titoli particolari, riescono a essere intellettualmente molto più onesti, azzeccando un punto di vista finalmente diverso. Per fortuna che esistono ancora queste cose, finchè durano.

30

venerdì 3 febbraio 2006

Trent’anni suona come una sorta di traguardo o di precipizio.

Per quanto mi riguarda ho sufficiente anestesia in corpo per superare questa domenica con un balzo degno del miglior Yuri Chechi. E poi sarò troppo impegnato a divorare arrosticini nella terra di D’Annunzio per pensare ad altro.
Ci sentiamo la prossima settimana.

Italiani

giovedì 2 febbraio 2006

Se vince ancora Berlusconi emigro. Lo sento dire spesso, tra il serio e il faceto.
Sì, il centro-sinistra potrebbe farcela o forse no. Certo se ce la facesse sarebbe meglio, molto meglio.
Però i sondaggi, da una parte e dall’altra, indicano un distacco tra le due campagini nell’ordine di qualche punto percentuale. Troppo poco. Anche se Prodi vincesse, ci sarebbe comunque quasi metà dell’Italia a cui Berlusconi va bene, qualsiasi sia il colore del prossimo governo.

Queste persone sono quelle che stanno dietro allo sportello, che ti vendono la frutta e la verdura, che versano i soldi sul tuo conto in banca, incassano le tue multe… Persone che incontri tutti i giorni, ovunque. Che ci sono, Berlusconi o non Berlusconi. Italiani, col diritto ad essere tali quanto te, con i tuoi stessi diritti e doveri. Membri dello stesso paese.

Dopo le elezioni il Paese sarà sempre lo stesso, non illudiamoci.