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Archivio del 2008

Perdere il treno

mercoledì 10 settembre 2008

In un solo giorno Google con il suo nuovo browser Chrome si prende l’1% di mercato soprattutto a scapito di Internet Explorer e Microsoft tace.
Il web si usa sempre di più per farci girare applicazioni, Google è stata la prima a capirlo ed è al tempo stesso il motore di questa “rivoluzione”.

Firefox si adatta e regge bene il passo.  E’ già in sviluppo la versione 3.1 con un motore javascript nuovo di zecca che pare competere molto bene con quello incredibilmente veloce di Chrome.

E Microsoft? Forse perchè sta ancora cercando di convincere gli utenti che Vista è meglio di Xp, sul versante browser sembra aver esaurito le sue energie da quando vinse la guerra con Netscape; vittoria peraltro conseguita non per i meriti tecnici del software, ma con una spietata campagna di marketing sicuramente ricca di colpi bassi.

Explorer è vecchio, lento ad assimilare gli standard e le innovazioni che altri portano, sempre fanalino di coda anche nelle prestazioni in confronto agli altri.

Il futuro è sul web e Microsoft forse non l’ha ancora capito completamente (famoso il ritardo con cui comprese le potenzialità della rete quando questa cominciò a diventare popolare), ha deciso di dedicare le proprie energie in settori più proficui (Xbox) o proprio non ce la fa a starci dietro, obsoleta come Windows 95.

Il branzino ha l’amo in bocca

venerdì 5 settembre 2008

Oltre al fatto che il sapore è effettivamente migliore, adesso è dimostrato che i branzini dell’Esselunga sono davvero pescati:

Nella bocca del branzino

(Oppure il direttore del supermercato infila un amo con tanto di filo di nylon attaccato nella bocca del branzino più grosso sperando che qualcuno lo scriva sul blog).

Buchi spazio temporali

lunedì 1 settembre 2008

Ti sei appena trovato un altro capello bianco in testa e alla radio passano il nuovo singolo degli AC/DC: il tuo senso del tempo vacilla in modo insolito e preoccupante.

Memo

lunedì 1 settembre 2008

Cose da tenere sempre a portata di mano #1: un album di Jimi Hendrix. Elisir invecchiato quarant’anni, sempre buono per qualsiasi stato d’animo.

Chi è numero primo e chi invece no

giovedì 28 agosto 2008

Ho letto le prime pagine e ho pensato: “carino”.
Poi ho continuato a leggere.
Poi ho guardato la foto dell’autore, e la sua biografia. Ho continuato a leggere.
Poi ho riletto la biografia dell’autore un attimo e ho continuato a leggere.
Ho finito il libro e ho pensato “bravino”. Ma tutto lì.

Pensavo fosse la mia inevitabile invidia per qualsiasi coetaneo che sembri combinare qualcosa di più del mio livello autoimposto, per quel faccino che sicuramente piace negli ambienti universitari.
“Forse sono io, guarda tutte ste recensioni”.

La solitudine dei numeri primi non emoziona e delude man mano che si procede nella lettura. Lascia mediamente indifferenti, ecco tutto. Se è stato il vostro unico libro dell’estate mi spiace, ma è legittimo essere incuriositi da tanto bailamme pubblicitario e da un premio Strega.

E scusate se ho dovuto aspettare che una vocina fuori dal coro desse anche a me il coraggio di dirlo pubblicamente.