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Archivio di maggio 2009

Meglio di uno specchio

giovedì 14 maggio 2009

Premetto che non voglio insultare Fabio Volo, visto che già ci pensano gli altri dandogli del comunista e visto soprattutto che intravedo in lui più intelligenza di quella che solitamente fa trapelare, però devono proprio essere tempi difficili se per sentire qualcosa di semplicemente intelligente devo ascoltare lui a Radio Deejay.

Mi guardo intorno e penso che il (povero?) ascoltatore a cui Volo si rivolge sia il perfetto modello della gente che incontro ogni giorno. Non so quale percentuale rappresenti, ma è una maggioranza quasi sempre silenziosa, passiva, che qualcuno sa smarionettare (mi si passi il termine) molto bene, sempre meglio.

Troppo di tutto, tutto assieme

mercoledì 13 maggio 2009

Avevo appena metabolizzato la biografia a fascicoli da oggi in edicola con Libero, quando ho scoperto che B. potrebbe presto definirsi anche Presidente Premio Nobel (tra l’altro notate l’immagine multietnica dei promoter).

Ha ragione letturalenta, la classica barzelletta dell’italiano, l’inglese e il tedesco al bar è sempre più attuale.

Se son neri fioriranno

martedì 12 maggio 2009

Milan A.C.

Guardando una recente formazione del Milan non si può che essere certi che, ancora una volta, la solita stampa faziosa abbia travisato le parole del nostro premier.

italia
Sapendo quanta attenzione Berlusconi dedichi alla formazione della sua squadra nonostante gli impegni di governo, sono sicuro che con il suo no all’Italia multietnica volesse solo dire che Balotelli non è ancora pronto per giocare in Nazionale.
Per adesso vediamo se lo faranno sedere sulla metropolitana riservata ai milanesi, poi si vedrà.

Tocca a me

mercoledì 6 maggio 2009

19 marzo, San Giuseppe.
Fin dove arriva la mia memoria, in quel giorno mia zia Nina ha preparato le frittelle secondo la sua segretissima ricetta. Il ricordo del profumo che invadeva il cortile fin dalle prime ore della mattina si è impresso nella mia memoria come solo certi ricordi di infanzia possono fare.
Cuoca non certo memorabile, in quel giorno mia zia poteva avere per sè i complimenti di tutti.

La ricordo occupare per intero il cucinotto con la sua stazza imponente, voltarsi verso di me non appena entravo in casa sua e porgermi la prima frittella ancora calda.

Quel giorno, per la Festa del Papà di solito si preparava per tempo qualcosa a scuola, giusto un pensierino per par condicio con la Festa della Mamma che sarebbe arrivata di lì a poco.
Non ricordo mio padre in quelle occasioni, ma so che crescendo mi sono dimenticato spesso di fargli gli auguri, poi i tumulti dell’adolescenza mi hanno fatto abbandonare del tutto quelle che consideravo stupide e convenzionali ricorrenze.

Da qualche anno ho ripreso a fare gli auguri a mio padre. Sono molto più sinceri ora, perchè la Festa del Papà è solo un pretesto, una delle poche occasioni in cui due uomini, un padre e un figlio, possono mostrarsi un minimo di affetto senza vergognarsene.
Ancora oggi, a 33 anni suonati, mi scopro a pensare a lui, a chiedermi cosa farebbe al mio posto in certe situazioni.
Conosco tutti i suoi difetti e molti li rivedo in me. Qualcuno riesco a correggerlo, ad altri credo di essere geneticamente condannato. E mi chiedo che padre potrò mai essere io.

Buffo a dirsi, proprio il giorno della Festa del Papà ho saputo che a novembre avrò un figlio mio.
Non voglio tediare nessuno con i miei sfoghi di gioia e con le tante domande che mi faccio. Forse non ne sono ancora del tutto consapevole. Forse vederlo ieri che muoveva quelle gambe così minuscole mi ha chiuso la bocca e aggrovigliato le emozioni. E’ lo shock più bello che abbia mai provato.
Mi allenerò da padre come un atleta che si prepara senza sapere a quale gara sarà chiamato, cercherò di essere il compagno migliore possibile per la donna che mi sta vicino.

Tutto il resto non posso neanche immaginarlo, ma improvvisamente pensare alla prossima Festa del Papà è una delle cose più eccitanti che abbia mai provato.