Una serata qualunque

Mi chiamo Enrico, ho 38 anni, abito a Milano.
L’Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti.
Ieri sera, dopo cena, mi sono messo davanti alla TV e ho cambiato canale finchè non c’erano più fiction.
Un signore barbuto che assomigliava a Gad Lerner parlava dalla sezione del PD a Firenze a cui è iscritto Matteo Renzi. Con i militanti seduti attorno al tavolo si faceva il funerale alla parola sinistra.
Mi sono guardato in giro, in effetti alla mia sinistra, sul mio divano rosso, non c’era proprio niente.
In TV, seduti attorno a tavolo, c’erano il militante anziano con i baffi (“Da Stalin a Renzi”), la ragazza giovane tutta ben vestita (“Io son bene cosa ha in testa Matteo”) e poi c’era quello di 40 anni che votava Berlusconi.
“Sono stato anche io folgorato da Berlusconi”, diceva senza troppa umiltà.

“Interessante questa trasmissione”, ho pensato io. E ho preso gli occhiali che stavano proprio lì, alla mia destra, sul mio divano rosso.

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