Siamo così

Vi racconto la stessa storia ambientata in due posti diversi.

Italia

Compro online due biglietti per una mostra prima della sua inaugurazione tramite il principale circuito nazionale di prevendite.
Dopo poco pare che la mostra verrà rinviata, poi invece viene detto che si farà a data da destinarsi, di avere fiducia che comunicheranno presto le nuove date.
Chiedo il rimborso dei due biglietti e mi viene detto che purtroppo le spese di commissioni non posso essere restituite anche se sono loro ad annullare l’evento.
Dopo qualche settimane viene annunciato ufficialmente che la mostra proprio non si farà più.

Sono passati più di 5 mesi e del rimborso nessuna traccia. Nessun messaggio che mi aggiorni sullo stato della mia pratica o sulle cause del ritardo. Silenzio.
A qualche insulto sull’account Twitter ufficiale si risponde che i rimborsi sono cominciati da qualche settimana e sono ancora in corso (manco avessere venduto milioni di tagliandi, ma tant’è).

To be continued …

 

Stati Uniti

Mi accorgo che al momento del rinnovo automatico del mio abbonamento ad un servizio di streaming mi sono stati addebitati circa 20 dollari più del dovuto.
Dalla form sul sito chiedo spiegazioni in merito e il giorno dopo, in orario comodo per me nonostante il fuso orario, un addetto del servizio clienti mi telefona da New York per confermarmi che l’errore c’è stato e che entro 5 giorni lavorativi riceverò il corrispondente accredito sulla mia carta, con tante scuse per il disagio.
Inutile aggiungere che i soldi sono arrivati nei tempi promessi.
Fine della storia.

 

Non si esce vivi

Oggi Facebook ha deciso di assestare un duro colpo alla mia autostima:
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In realtà mi mette sotto gli occhi una verità ineluttabile per tutti quelli nati alla fine degli anni 70: Cristina d’Avena, il Drive In e i paninari ci sono stati inoculati insieme alle vaccinazioni contro il morbillo.
In quegli anni abbiamo cominciato a muoverci più o meno autonomamente verso il mondo adulto ed è ingenuo pensare di non esserne stati influenzati.
secondo gli Afterhours, ma citarli era fin troppo scontato.

Titoloni per bietoloni

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Il titolo qui sopra è oggi su uno dei quotidiani più letti in Italia.
Se solo io ci vedo ignoranza e quel tanto di razzismo che da sempre accompagna Balotelli, ditemelo che mi metto il cuore in pace una volta per tutte.

Che poi sto “Balo” rimarrà il re della giungla fino al primo gol sbagliato, poi tornerà ad essere solo un “negro” arrogante e neanche tanto capace di giocare al pallone.

Non è mica di coriandoli

Ipotizziamo una società che per una convenzione comunemente riconosciuta, si ritrovi numerosa in un luogo pubblico per celebrare una festività – i partecipanti per lo più bambini accompagnati dagli adulti – e  che siano, almeno in questa occasione, gli elementi più giovani di questa società ad orientare i consumi e le immediate spese economiche di ciascun nucleo famigliare.
Mettiamo che le convenzioni, o meglio, le tradizioni, prevedano che i partecipanti a questa manifestazione si dotino di una serie di oggetti rituali, tra cui modeste quantità di briciole di materiale cartaceo, ottenute tagliando fogli di carta di bassa qualità, spesso riciclata o di scarto, con procedimenti industriali a bassissimo costo.
Mettiamo che una modica quantità di questi oggetti, normalmente conservati in sacchetti sufficientemente grandi a contenerne almeno il doppio, venga venduta sul luogo del ritrovo collettivo ad un prezzo pari a quello necessario ad acquistare mezzo chilogrammo dell’alimento base della cucina locale.
Aggiungiamo inoltre che, nonostante le leggi prevedano che ogni transazioni commerciale sia accompagnata da una attestazione, e che tali attestazioni siamo utilizzate per determinare in quale misura il commerciante debba contribuire alle tasse che tutti i cittadini sono tenuti a versare per garantire servizi comuni –  per nessun sacchetto di briciole di carta venduto viene rilasciata attestazione comprovante l’avvenuta vendita.

Ecco, io penso che una società così, se improvvisamente scomparisse, venisse invasa ed assoggettata da un popolo culturalmente più avanzato, o semplicemente diventasse sterile, in fondo non sarebbe una gran perdita.

 

(Tra qualche decennio, se in qualche modo tutto quello che viene scritto su Internet avrà modo di sopravvivere, qualcuno potrà scoprire che nell’anno 2012, il giorno di carnevale, il prezzo di mercato di un sacchetto mezzo vuoto di coriandoli in una cittadina qualunque della provincia italiana era di 2 euro).