Home » Hey critichino » Pagina 2

Archivio della Categoria 'Hey critichino'

Colori in vendita

Martedì 20 Novembre 2007

Si brevettano anche i colori. Corsa al marrone cacchetta.

Condivisioni

Venerdì 16 Novembre 2007

Mantellini e Granieri parlano di condivisione (a scrocco) della connessione wi-fi.  Non ci vedo nulla di male se il gentile donatore di banda non si preoccupa di limitare l’accesso, lo prendo come un “fate pure”.

Fatto sta che io evidentemente scelgo sempre di metter casa in quartieri di egoisti tecnologicamente avanzati, visto che non mi è mai riuscito di beccare una connessione aperta.

Mi vien voglia di aprire la mia e vedere se qualcuno si attacca.
Voi scroccate e/o fate scroccare?

Technorati tags: , , ,

Ce l’hai il coniglietto?

Giovedì 25 Ottobre 2007

Mi accorgo solo adesso che i blogger hanno trovato il loro tamagochi: ne parlano, scrivono recensioni che tendono all’entusiastico e col coniglietto luminoso addirittura si premiano fra di loro.

Forse cose del genere sono destinate ad avere un futuro, ma temo che io se avessi un Nabaztag sulla scrivania lo schiaccerei dopo pochi minuti.

Technorati tags: ,

Orgoglio secchione

Venerdì 27 Luglio 2007

Ah, i tempi della scuola..
Sono sempre stato uno di quelli che pur studiando poco riusciva ad andare bene. Niente a che fare col genio, ma mi bastava stare attento in classe per memorizzare e capire.
Non ero certo l’unico a portare a casa dei bei voti e ricordo che oltre ai complimenti della maestra, potevo avvertire un misto di ammirazione e di invidia negli altri compagni. La maggior parte di noi bambini ci metteva impegno per essere bravo a suo modo, per quanto poteva. C’era persino un po’ di quello spirito di competizione che tanto ammiriamo negli altri popoli.

Poi arrivarono i tempi delle medie, dei bulletti, di una certa TV forse, e cominciò a circolare quella parola. Chiunque andasse al di là della sufficienza era uno sgobbone, dedito solo ai libri, uno sfigato capace solo di studiare fino all’esaurimento.
Non c’era spazio per l’intelligenza, per il senso del dovere, il saper sfruttare al meglio il proprio tempo e le proprie capacità.
Gli idoli della classe erano quelli che arrancavano verso la sufficienza, quelli che scatenavano le risate con le loro risposte fuori luogo, eroi quelli che copiavano e bastardi gli insegnanti che non riconoscevano il giusto valore all’arte della mediocrità e del sotterfugio.

Oggi vedo questo titolo su Leggo, carta di qualità scadente che la gente si ostina a leggere spesso come unica fonte di informazione con la scusa che “ci sono tutte le notizie più importanti”:

Leggo del 27 luglio 2007

Mi chiedo quanto possano fare le leggi in un paese dove la cultura dell’eccellenza è praticamente inesistente e quotidianamente titoli così vengano letti da centinaia di migliaia di persone.

Magari il giornalista che ha scritto questo titolo, fosse stato un po’ più “secchione”, si sarebbe potuto almeno prendere la briga di consultare il dizionario, ma forse a scuola il dizionario lo usavo solo per nascondersi dietro all’ultimo banco e schiacciarsi dei solenni pisolini. O forse era anche lui uno di quelli che copiava nei compiti in classe.

Come può andare avanti l’Italia con una cultura dominante come questa? Chi paga le tasse è stupido, chi va bene a scuola è uno sfigato. Hai voglia a far piovere incentivi dallo Stato…

Ah dimenticavo, un’altra caratteristica dei secchioni è che si lamentano sempre che in Italia le cose vanno male.

Compratemi un cagnolino

Venerdì 15 Giugno 2007

Il garante della privacy ha deciso di regolamentare le telefonate pubblicitarie, una sorta di giro di vite, a quanto pare.

Non so, qui a casa potremmo sentirci un po’ soli senza le 3-4 chiamate al giorno che ci fa Sky.