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Archivio della Categoria 'Libri'

La Feltrinelli online

Giovedì 20 Dicembre 2007

Feltrinelli ha lanciato, per ora in fase sperimentale, il proprio negozio online. E’ possibile navigare il vasto catalogo di libri, musica e film con la scontata spruzzata di web 2.0.

Quando cominceranno ad arrivare i contributi dei visitatori lettori potremo leggere recensioni dei titoli e parole chiave (tag) che gli utenti possono appiccicare ad ogni prodotto.
Avrei gradito molto poter importare la mia wishlist da aNobii e non ho ancora capito bene a cosa serva lo Scaffale. Buona la funzione di ricerca e la procedura di ordine.

Non credo che riuscirò mai a rinunciare al piacere di aggirarmi per gli scaffali pieni di libri, sfogliarne le prime pagine, saggiarne la consistenza, respirare felice il leggero odore di milioni di pagine fresche di stampa, ma oggi ho fatto il primo ordine, ben contento di poter utilizzare i punti della mia CartaPiù.

Buon Natale a me.

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Kindle: sarà davvero rivoluzione?

Martedì 20 Novembre 2007

C’è chi lo definisce l’equivalente dell’iPod per gli e-book.
Senza entrare nel merito delle questioni squisitamente tecniche, senza pensare alle limitazioni all’uso delle opere acquistate che ricordano davvero iTunes col suo DRM, io dico soltanto che il Kindle è un po’ troppo bruttino per diventare l’oggetto rivoluzionario che vincerà sul gusto per la carta stampata che non sembriamo affatto aver voglia di perdere.

Credo che ci sia una folta schiera di amanti devotissimi della carta stampata, che trovano un inspiegabile benessere nel contemplare la propria libreria carica di volumi colorati, li accatastano in doppie e triple file, li mettono in mostra anche se sono ingialliti, stropicciati.
Queste persone scrivono su ogni romanzo la data in cui l’hanno comprato, aprono un volumetto da niente solo per rileggere per l’ennesima volta la dedica scritta a penna sulla prima pagina.
Persone generalmente miti e accondiscendenti, sono capaci di mettere a dura prova amicizie decennali per prestiti mai resi, gelosi padroni di tomi dal valore commerciale praticamente nullo.

Certo, forse in un futuro non molto prossimo anche queste persone si aggireranno con un Kindle per le strade, sui treni, in metropolitana. Ci leggeranno il quotidiano, i loro blog preferiti, le previsioni del tempo e i documenti di lavoro che non hanno avuto la forza di studiarsi la sera prima, ma me li vedo sempre e comunque con un tascabile nella borsa.

Stiamo parlando di persone colte, ben consapevoli che ridurre il consumo di carta è necessario, e sono i primi a cercare di farlo nel proprio piccolo, ma forse anche per questo inguaribilmente romantiche, inesorabilmente sensibili al millenario fascino della pagina, al sensuale tocco della sua fisicità.
Finchè queste persone avranno occhi per leggere, le librerie continueranno ad avere scaffali e non solo aree download.

Sono persone spesso interessate o addirittura entusiaste della tecnologia, ma un oggetto come Kindle non porta loro nessun vantaggio pratico, anzi li priva di tanti piccolissimi piaceri.

Credo che per queste persone il passaggio completo alla carta digitale non avverrà mai del tutto. Saranno le nuove generazioni a decretare o meno il successo del sostituto della carta, ma forse per allora ci sarà qualcosa di meglio del Kindle.

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Ikea - Che cosa nasconde il mito della casa che piace a tutti?

Lunedì 22 Ottobre 2007

Tutti abbiamo a che fare con Ikea: borghesi che arredano le seconde case, giovani coppie squattrinate, studenti e lavoratori fuori sede che entrano in case i cui mobili hanno visto mille inquilini e tempi decisamente migliori.

Ikea: meta di pellegrinaggi familiari nei weekend, luogo di progetti di coppia, piccola consolazione di single fiduciosi. Mobili dai nomi difficili, gusto facile ed universale.

La ONG belga Oxfam-Magasins du monde ha condotto una ricerca su questo colosso mondiale del mobile che non produce soltanto arredamento a basso costo, ma un proprio, ben definito modello di capitalismo e stile di vita.

Anche se nelle dichiarazione di intenti che si leggono all’inizio del libro, questo non vuole essere un atto di accusa a priori contro Ikea, di fatto poi i tre autori di Ikea contestano praticamente tutto, in special modo quel particolare camaleontismo con cui la multinazionale ha sempre difeso i propri interessi.

L’indagine parte dalla storia della società e del suo ideatore Ingvar Kamprad, per poi mettere alla luce la nebulosa struttura societaria, la segretezza dei bilanci, le politiche aziendali nei confronti dei dipendenti, le condizioni di lavoro nelle ditte subappaltatrici sparse nelle zone più povere del mondo, la scarsa trasparenza dei controlli sulla qualità del lavoro e sull’origine dei materiali.

La scrittura è diretta, a volte canzonatoria ed irriverente, sempre veloce e leggera. Non ci sono elenchi interminabili di numeri e statistiche, nessun giro di parole, niente lasciato all’intuizione del lettore.
Lo stesso capitolo finale suggerisce al lettore la riflessione su quanto appena letto: Ikea è solo uno dei tanti esempi di capitalismo esasperato nelle dimensioni e negli intenti, che tacitamente impone un modello di vita del tutto contrario a quanto sembra promettere. Un modello in cui la capacità di acquisto sembra essere l’unica possibile misura della felicità degli individui, massificati allo stesso modo nei gusti e nell’arredamento delle proprie case in ogni parte del mondo in cui le multinazionali arrivino con le loro esposizioni scintillanti.

Il libro si legge in un paio d’ore e costa 12 euro. Una volta chiuso non credo che smetterete di andare da Ikea, ma forse leggerete più attentamente le etichette dei prodotti e lascerete sullo scaffale qualche oggettino di cui non avete realmente bisogno. Forse penserete anche che di realtà come Ikea, nella nostra vita di tutti i giorni, ce ne sono molte altre.


Bailly O. , Caudron J.-M. , Lambert D.
Ikea. Che cosa nasconde il mito della casa che piace a tutti?

Edizioni L’età dell’acquario
€ 12

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