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Archivio della Categoria 'Musica'

Bye bye, Last.fm

mercoledì 22 aprile 2009

E con oggi chiudo con Last.fm. Iscritto dal 2005, mi ha fatto ascoltare buona musica, scoprirne altra, condividere i miei ascolti con altre persone.

Da oggi però le cose cambiano, alcuni servizi diventano obbligatoriamente a pagamento. Non ci sarebbe niente da ridire, dopo tutto. Il web insegna che, in un modo o nell’altro, una minoranza di utenti deve pagare anche per quello che altri utenti hanno gratis. Però di solito chi paga ha qualcosa in più, sia esso un servizio, qualità migliore o altri privilegi. Invece Last.fm farà pagare tutti meno che gli utenti di Stati Uniti, Regno Unito e Germania, a loro dire il bacino di utenza più numeroso e attivo.
Insomma io dovrò pagare per avere quello che avevo già prima mentre per un mio pari inglese tutto rimarrà come prima, per il solo fatto che lui si collega dall’Inghilterra mentre  io dall’Italia. Poco importa se io ho per 4 anni ho permesso che loro tracciassero circa 20000 miei ascolti e magari l’inglesino ha suonato sì e no una quindicina di brani a casaccio.

Chiudo l’account e smetto di fare piaceri ai signori di Last.fm. Un utente in meno per loro.

** aggiornamento **

Ho scritto una mail a support@last.fm comunicando la mia intenzione di cancellare il mio account e in poche ore mi hanno risposto così:

Hi Enrico,

Sorry to hear you want to delete your account as there are still many free features on the website.

You can delete your account by heading over to http://www.last.fm/settings/account. From there, enter your password and confirm that you wish to delete your account and you should be done! You will be automatically logged out and unable to log back in providing it was successful.

Regards,
The Last.fm Support Team

Una volta entrato nel mio account ho dovuto reinserire la password e poi scegliere se cancellare la mia lista degli ascolti, le mie tag, o il mio profilo per intero. Un click ed era cosa fatta.

Gestazioni: Blonde Redhead

sabato 4 aprile 2009

Se tutto va bene, avremo presto un nuovo album dei Blonde Redhead che, anche se un po’ incanutiti, non sembrano avere segni di cedimento:

Friends, Sorry we’ve been a bit out of touch. We’ve been really busy, locked away writing for our new album. We’re really excited about what we’ve been doing! At the end of April however, we’re coming out for one quick show in Virginia. If you’re able, we hope some of you can make it.

Jazz! (Una dichiarazione di amore)

venerdì 13 marzo 2009

Doveva essere uno di quei pomeriggi da studente, un po’ abulici e malinconici, con entusiasmi fortissimi che si spegnevano improvvisamente.
I pochi soldi che giravano per le tasche andavano spartiti tra macchina, birre alla spina, affitto della sala prove, libri e dischi. Un budget elementare, ma difficilissimo da far quadrare a quell’età.

Quello non era certo il primo, di pomeriggi passati a bighellonare tra librerie e negozi di dischi, a soppesare copertine come fossero oracoli e Nuove Indie ancora inesplorate.
Non dimentico il gusto di trovarsi di fronte a qualcosa di sconosciuto pronto per te, la curiosità e la promessa di nuovo che ti straniava.

Di fronte al reparto musica jazz, passavo in rassegna i primi CD di jazz della mia vita, con le dovute reverenze e con la smania un po’ bulla di adolescente.
La copertina era una delle più brutte, un disegno scuro che a decifrarlo sembrava una pessima copia di un qualche ritratto, strano scegliere lui in mezzo a tanti ammiccamenti grafici: figure pensose, trasfigurate nello sforzo di produrre suoni, ridenti, grafiche piacevolmente retrò.

Dentro c’era una musica strana, con melodie che si frammentavano. Monk, con le sue dita tozze, pestava meno note di quanto un pianista avrebbe fatto, come se fosse controvoglia; John Coltrane, ancora giovane, dilagava con le sue prime mitragliate di note, prendeva le melodie e le spezzattava in minuscole rincorse.

La decisione di un attimo ha aperto un mondo, da allora esplorato abbondantemente, ma quel CD dalla copertina brutta e il titolo banale rimane ancora uno dei preferiti e sicuramente quello più amato.

Da ascoltare: Thelonious Monk with John Coltrane.

You want to see my p—s … again?

martedì 11 novembre 2008

E’ vero, avevo bisogna una palese dimostrazione, una prova che suffragasse la mia teoria dell’imminente ritorno del grunge; ebbene: eccola!

Elden recently re-created the iconic album’s cover in the same pool at the Rose Bowl Aquatic Center in Pasadena, California, where it was originally shot — only this time, he was wearing shorts. It remains unclear as to why Elden decided to shoot this new photo.

Beh, la risposta per una volta ce l’abbiamo noi.

[via Wittgenstein]

DRM

mercoledì 15 ottobre 2008