DRM
mercoledì 15 ottobre 2008

Cose da tenere sempre a portata di mano #1: un album di Jimi Hendrix. Elisir invecchiato quarant’anni, sempre buono per qualsiasi stato d’animo.
Giacca e cravatta. Maglietta ed occhiali da sole. Jeans e camicia.
I REM sono la parte meno caciarona del rock.
Non hanno bisogno di nulla che stupisca, la ricetta è quella semplice e tradizionale quanto basta propria dei migliori cuochi. Si sa, ad essere importanti sono gli ingredienti che devono essere genuini e ben miscelati: semplici canzoni, strofa-ritornello. Niente assoli.
La cucina è ottima: suonano bene e ci mettono l’anima.
Vecchie volpi che sono, sanno dosare le forze senza essere impostati.
Li guardi e intuisci la naturalezza di saper fare bene solo questo mestiere e la gioia un po’ infantile che rimane dopo tutti questi anni di carriera.
Tutto semplice: si divertono e fanno divertire. Il pubblico reagisce e Michael Stipe ringrazia.
Sono due ore in crescendo, compatti e sempre a fuoco come pochissimi sono capaci di essere.
Sì, c’è la scenografia ed è ottima: accompagna senza mai sovrastare, sottolinea ed esalta senza mai rubare la scena.
I bis sono generosi e anche chi – come il sottoscritto, conosceva neppure tutte le canzoni più famose se ne torna a casa riconciliato con il rock.
Ah, prima c’erano gli Editors che non sono affatto male, però non togliamo loro la sacrosanta gavetta prima del giudizio definitivo.
Se Dio esiste, deve concedere un secondo bis.
Sigh.
No, you can’t always get what you want
You can’t always get what you want
You can’t always get what you want
And if you try sometime you find
You get what you need
Oggi i pensieri vanno da sè, si mescolano le sensazioni della giornata con quelle che hanno sostituito i sogni stanotte.
Tra me e me dedico i Rolling Stones alla mia prediletta personificazione dell’insoddisfazione: non smetterò mai di considerarla fondamentale per la mia vita.
A volte conosci la risposta prima ancora della domanda: ecco quello che ci voleva proprio in una giornata come questa: Death cab for cutie, ancora una volta blando lenitivo per trentenni a crescita tardiva.