Ubi auto minor cessat

Se la stessa solerzia e senso civico che sembra aver investito Milano da quando è arrivato il bike sharing di Mobike e di Ofo ricadesse anche sulla sosta selvaggia delle auto, questa diventerebbe la città più ordinatae vivibile d’Italia.

Qualche bicicletta lasciata sul marciapiede crea un “emergenza rastrelliere”, le auto sistematicamente parcheggiate al centro delle rotonde o su marciapiedi larghi giusto quanto l’automobile non fanno nemmeno scrollare le spalle.
Anche le auto del car sharing vengono spesso lasciate dove capita, ma ormai il parcheggio creativo sembra essere diventato tipico di Milano come l’aperitivo e la frenesia.

Obsolescenza programmata !!!1!

Leggo in rete che alcuni utenti hanno notato sensibili rallentamenti nel funzionamento del proprio iPhone proprio in concomitanza dell’annuncio del nuovo modello e molti hanno gridato al complotto, ad una obsolescenza programmata ad arte.

Il mio iPhone ha 5 anni e ormai i suoi piccoli acciacchi mi sono familiari come quelli di un nonnino caro, ma la situazione non è affatto peggiorata in questi ultimi giorni. Niente iPhone 7 qui, anche Apple ha capito che c’è poca trippa per gatti da queste parti.
Però stasera io cerco di scrivere faretto e iOS corregge ostinatamente in faretra.
Adesso provo a scrivere Cabernet, se lo corregge in caverna vado ad appostarmi davanti al primo Apple Store che trovo con la corta di cereito cartadiceei carta di credito in mano.

Voghera

Il luogo in cui sei nato e sei cresciuto, dove hai passato quegli anni così importanti per diventare adulto, ti rimane dentro che tu lo voglia o no.

Milanese da ormai molti anni, continuo a sentirmi vogherese, senza particolare orgoglio nè vergogna.
Per caso è successo che i miei genitori mi abbiano fatto nascere lì piuttosto che altrove e per caso lì sono stato per quasi 3/4 della mia vita.  Non ho merito nè colpa per essere vogherese piuttosto che altro. Penso quindi di riuscire a parlare della mia cittadina natale senza campanilismo o senza il disprezzo di tanti che lasciano la provincia per la città.

E’ un posto semplice, operoso ma allo stesso tempo sonnacchioso come tanti altri sparsi per la provincia, senza peculiarità che lo facciano risaltare.
E così per tanti Voghera è ancora la patria della famosa casalinga e al massimo ci aggiungono un commento educato sulla bellezza delle colline circostanti e sulla bontà dei vini della zona.

Una cittadina ideale per sua offerta di servizi, per le sue dimensioni a misura d’uomo, per la mancanza di traffico, la sua vicinanza alle montagne, al mare e a Milano, la mancanza di grossi problemi di sicurezza e così via dicendo.
Una provincia da manuale, dove il centro si desertifica quando i negozi chiudono e la domenica si va tutti al mega centro commerciale che ormai ha raggiunto le dimensioni di un paese oppure a mangiare il gelato nell’unica località turistica nel raggio di qualche chilometro.
Un posto dove i vogheresi sembrano non voler stare, ma dove invece rimangono ancorati e dove ritornano anche se la loro vita li porta altrove.

E così ecco che ieri sera ho scoperto che Voghera, dopo la sua paradigmatica casalinga, può diventare paradigma lei stessa nell’immaginario collettivo:

la vignetta di Stefano TartarottiLa striscia di Tartarotti è, come sempre, molto divertente.