Rumore bianco

Una vita per costruirti quelle deboli fondamenta di certezze che ti permettano di uscire di casa ogni mattina senza strisciare contro i muri, anni di studio pagati a fondo perduto dai tuoi genitori… e poi, mentre stai lavando i piatti ti rendi conto che se in quel preciso istante ti chiedessero come di dice imbuto in inglese, tu cominceresti a balbettare mentre il tuo cervello produce solo rumore bianco.

Usate la lavastoviglie, gente.

Per tutti gli indecisi del voto

Io, le elezioni, in questi ultimi vent’anni, non è che ho partecipato tantissimo, in nessuno dei posti dove ho abitato, perché non ho mai trovato, ormai da vent’anni, un candidato che rispondesse al minimo requisito che serve per avere il mio voto, che è non presentarsi alle elezioni. Uno che non si presenta, lo potrei forse anche votare, se uno ha la faccia tosta di presentarsi non ci penso minimamente, a votarlo

Paolo Nori, su Libero.

Brutti, fossili e arrabbiati

Recentemente ho parlato di siti vecchi (o che sembrano tali) e spesso anche brutti, anche se ci riportano alla gloriosa prima era di Internet, quella che è stata celebrata proprio qualche giorno fa in occasione del trentesimo compleanno di Internet in Italia.

A quanto pare, come spesso mi succede, non ho capito niente e quella che io ho scambiato per trascuratezza e obsolescenza è invece la nuova moda del momento e questa tendenza ha anche una certa vena contestatrice e anticonformista.

Una metafora

Stamattina il tempo era incerto, il sole faceva capolino dietro le nuvole e l’orizzonte sembrava promettere pioggia nel giro di poche ore. Mentre perplesso stendevo il bucato, scrutavo gli altri balconi in cerca di conferme, ma notavo che solo io ero ottimista.
Quando mi sono riaffacciato oggi pomeriggio per ritirare il bucato ho notato che tantissime case aveva i panni stesi fuori nonostante ormai il cielo fosse grigio plumbeo.
Sono virale o influencer?