Perchè dotcoma?
Una giornata di qualche anno fa, pieno boom della new economy.
Internet è ovunque; lavoro, soldi e futuro sembrano essere solo lì.
L'ondata è già oltre il suo apice, investe anche le persone comuni, e le
stordisce di dot-com, .it,virtuale e
globale. C'è anche chi fa trading online senza sapere come funziona la
Borsa e chi si fa fare il sito dell'azienda dalla nipote che fa prima liceo
"ma è brava col computer".
In questo giorno di inizio millennio
(ecco un'altra onnipresente parola magica: millennio) mi
ritrovo in un ufficio mio, con un socio. Aspettiamo i clienti come Linus
attende il Grande Cocomero ed intanto studiamo, sperimentiano e facciamo i pirla
per far passare il tempo in questo ufficio che è la materializzazione delle
responsabilità che ci siamo presi.
.com ... dotcom (pronunciato all'americana, con la "o" che diventa
"a")
dot-com...dotcoma...
dotcoma!
dotcoma.com
Dai, registra il dominio!
Form da compilare.
Carta di credito.
dotcoma.org.
dot-coma, l'altra
Comincio a scrivere nel mio sito (e chi sapeva allora cos'era un blog?)
quando un bel giorno mi scrive Massimo dicendo che il suo blog ("blog?") si
chiama dot-coma; all'epoca non aveva
ancora un dominio tutto suo e così io ne avevo ignorato l'esistenza. (Mi
sembrava strano che nessuno non avesse ancora avuto l'idea...)
Ci sono due
dotcoma.
Massimo è una persona simpatica, si diventa amici, si fa
una specie di gemellaggio ed io non ci penso più.
Solo più tardi i dubbi
arrivano: dot-coma è conosciuto, linkato, citato, che posto c'è per il
mio dotcomatuttattaccato.org?
Cambio nome, cambio dominio? Le
notti non sono insonni ma ci penso. Forse è anche un atto dovuto a Massimo,
anche se non credo di fargli molta concorrenza.
Alla fine il trattino fa la differenza, ormai ho anch'io chi mi legge e a
dotcoma.org sono affezionato. Chissenefrega se la gente mi confonde
con dot-coma.
dotcoma.org.
Chi c'è dietro, ovvero l'autore
Pubblicare al mondo intero o ad uno sparuto gruppo di lettori di manzoniana memoria in maniera del tutto anonima mi pareva brutto.
E allora ecco qui:
Enrico Nardi, in corsa verso la trentina, spendo gran parte delle mie energie a collezionare "ex":
ex-studente universitario, ex-flautista, ex-giocatore di baseball, ex-bassista nonchè ex-capellone, ex-fidanzato plurimo recidivo.
Quando non dormo sono al computer: cerco di sopravvivere nel cosiddetto mondo del lavoro, guadagnandomi mezza pagnotta di pane con una attività in proprio.
Ho entusiasmi che muoiono nel giro di qualche mese o poche ore, amori poco eclatanti che durano da una vita.
Nei dati di registrazione di questo dominio c'è quello che sono disposto a farvi sapere, tutto il resto potete chiedermelo.
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