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	<description>frammentario, discontinuo, confuso: un blog</description>
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		<title>Non è mica di coriandoli</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 21:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hey critichino]]></category>

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		<description><![CDATA[Ipotizziamo una società che per una convenzione comunemente riconosciuta, si ritrovi numerosa in un luogo pubblico per celebrare una festività &#8211; i partecipanti per lo più bambini accompagnati dagli adulti &#8211; e  che siano, almeno in questa occasione, gli elementi più giovani di questa società ad orientare i consumi e le immediate spese economiche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ipotizziamo una società che per una convenzione comunemente riconosciuta, si ritrovi numerosa in un luogo pubblico per celebrare una festività &#8211; i partecipanti per lo più bambini accompagnati dagli adulti &#8211; e  che siano, almeno in questa occasione, gli elementi più giovani di questa società ad orientare i consumi e le immediate spese economiche di ciascun nucleo famigliare.<br />
Mettiamo che le convenzioni, o meglio, le tradizioni, prevedano che i partecipanti a questa manifestazione si dotino di una serie di oggetti rituali, tra cui modeste quantità di briciole di materiale cartaceo, ottenute tagliando fogli di carta di bassa qualità, spesso riciclata o di scarto, con procedimenti industriali a bassissimo costo.<br />
Mettiamo che una modica quantità di questi oggetti, normalmente conservati in sacchetti sufficientemente grandi a contenerne almeno il doppio, venga venduta sul luogo del ritrovo collettivo ad un prezzo pari a quello necessario ad acquistare mezzo chilogrammo dell&#8217;alimento base della cucina locale.<br />
Aggiungiamo inoltre che, nonostante le leggi prevedano che ogni transazioni commerciale sia accompagnata da una attestazione, e che tali attestazioni siamo utilizzate per determinare in quale misura il commerciante debba contribuire alle tasse che tutti i cittadini sono tenuti a versare per garantire servizi comuni -  per nessun sacchetto di briciole di carta venduto viene rilasciata attestazione comprovante l&#8217;avvenuta vendita.</p>
<p>Ecco, io penso che una società così, se improvvisamente scomparisse, venisse invasa ed assoggettata da un popolo culturalmente più avanzato, o semplicemente diventasse sterile, in fondo non sarebbe una gran perdita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Tra qualche decennio, se in qualche modo tutto quello che viene scritto su Internet avrà modo di sopravvivere, qualcuno potrà scoprire che nell&#8217;anno 2012, il giorno di carnevale, il prezzo di mercato di un sacchetto mezzo vuoto di coriandoli in una cittadina qualunque della provincia italiana era di 2 euro).</p>
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		<title>È finito Sanremo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hey critichino]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[È finito Sanremo e posso tornare a frequentare la mia timeline di Twitter. Ho 36 anni e non riesco a capire come mai gran parte dei miei contatti, più o meno miei coetanei, si siano divertiti a commentare più o meno in diretta quello che passava la tv. Era tutto un inorridito sarcasmo, e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È finito Sanremo e posso tornare a frequentare la mia timeline di Twitter.<br />
Ho 36 anni e non riesco a capire come mai gran parte dei miei contatti, più o meno miei coetanei, si siano divertiti a commentare più o meno in diretta quello che passava la tv.<br />
Era tutto un inorridito sarcasmo, e si cercava una bella canzone come un quadrifoglio in un campo spelacchiato di periferia.<br />
Ognuno ha detto la sua sulle sparate di Celentano e sulle mutande di Belen, che non c&#8217;erano.<br />
I tag #occupysanremo si sono succeduti con una frequenza tale da far perdere nel caos tutti gli altri tweet, con il risultato di occupare la mia timeline piuttosto che il palco del Teatro Ariston.<br />
E io che pensavo che molti dei miei contatti non ce l&#8217;avessero nemmeno, la televisione.<br />
È una generazione che torna ad accendere la TV quando non riesce a resistere al richiamo di una cosa che, quando eravamo piccoli, non eravamo ancora capaci di definire trash?<br />
Ah sì, il trash si guarda anche se inorriditi, è quello che lo rende divertente, ma è anche quelli per cui è concepito.</p>
<p>Mi viene in mente quando da bambini, dopo i temporali, trovavamo i lombrichi morti nelle pozzanghere.<br />
&#8220;che schifo&#8221; diceva uno, &#8220;bleah &#8221; diceva l&#8217;altro, ma intanto si stava lì a stuzzicarli con i bastoncini e, alla fine, ci siamo divertiti sul serio, nessuno di noi dirà il contrario.</p>
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		<title>Prove tecniche di italiano</title>
		<link>http://dotcoma.org/2012/02/19/prove-tecniche-di-italiano/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 16:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ma guarda...]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bambina di due anni e l&#8217;italiano: due stivali, uno stivalO. Un Gargamella, due GargamellE.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una bambina di due anni e l&#8217;italiano:<br />
due stivali, uno stival<em>O</em>.<br />
Un Gargamella, due Gargamell<em>E</em>.</p>
<p><a href="http://dotcoma.org/blog/wp-content/files/2012/02/20120219-171719.jpg"><img src="http://dotcoma.org/blog/wp-content/files/2012/02/20120219-171719.jpg" alt="20120219-171719.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>A distrarsi&#8230;</title>
		<link>http://dotcoma.org/2012/01/04/a-distrarsi-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 23:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[culona]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[È vero: la famiglia, i figli, il lavoro, le bollette e i social network portano via un sacco di tempo e ti distraggono da molte cose importanti. Oggi, per esempio, mi sono accorto che stavo quasi per perdermi un&#8217;altra grande pagina di giornalismo. È sempre la povera Merkel che era stata definita inchiavabile? In questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È vero: la famiglia, i figli, il lavoro, le bollette e i social network portano via un sacco di tempo e ti distraggono da molte cose importanti.<br />
Oggi, per esempio, mi sono accorto che stavo quasi per perdermi un&#8217;altra grande pagina di giornalismo.</p>
<p><a href="http://dotcoma.org/blog/wp-content/files/2012/01/20120103-235448.jpg"><img src="http://dotcoma.org/blog/wp-content/files/2012/01/20120103-235448.jpg" alt="20120103-235448.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>È sempre la povera Merkel che era stata definita <em>inchiavabile</em>? In questo caso sarebbe una sorta di promozione in campo internazionale.<br />
Nel paese della culona, trucchi o non trucchi, si continua a stare <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/903022/Germania-boom-occupazione--Ma-c-è-il-trucco-di-Angela.html">meglio che in Italia</a>, comunque.</p>
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		<title>iBimbi</title>
		<link>http://dotcoma.org/2011/12/28/ibimbi/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 14:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per rinfrancar lo spirito]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>

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		<description><![CDATA[Chissà se qualcuno in Apple, abbia mai pensato di chiamare Pappe l&#8217;iPad, come fa Matilde. Sui bambini di 2 anni avrebbe fatto sicuramente più presa. Per il resto, essere adulto e vedere la facilitá con cui fin dai primi mesi la piccola maneggia iOS è un&#8217;umiliazione continua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se qualcuno in Apple, abbia mai pensato di chiamare <em>Pappe</em> l&#8217;iPad, come fa Matilde.<br />
Sui bambini di 2 anni avrebbe fatto sicuramente più presa.</p>
<p>Per il resto, essere adulto e vedere la facilitá con cui fin dai primi mesi la piccola maneggia iOS è un&#8217;umiliazione continua.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuola di giornalismo</title>
		<link>http://dotcoma.org/2011/10/27/scuola-di-giornalismo/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 18:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hey critichino]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i funerali di Simoncelli e l&#8217;alluvione in Lunigiana, Libero ci regala un&#8217;altra grande indagine giornalistica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i funerali di Simoncelli e l&#8217;alluvione in Lunigiana, <em>Libero</em> ci regala un&#8217;altra grande <a href="http://www.libero-news.it/news/854992/Silvio-la-prima-volta-a-14-anni-E-D-Alema-andava-in-bianco.html">indagine giornalistica</a>.</p>
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		<title>Giochi educativi</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 12:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimuginamenti]]></category>
		<category><![CDATA[puffi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà un segno dei tempi, ma in questo caso un puffo dice più di tante parole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Puffetta" src="http://www.cittadelsole.it/create_thumb.php?image_name=/skin1/images/fascettebig/2520704a.jpg&amp;x=300" alt="la puffetta esce dalla torta" width="268" height="300" /></p>
<p>Sarà un segno dei tempi, ma in questo caso un puffo dice più di tante parole.</p>
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		<title>Distruggere la propria vita (2.0) in un click</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 12:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose interessanti]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Web 2.0 Suicide Machine è possibile andarsene una volta per sempre da una vita fatta di false amicizie, pettegolezzi e chiacchiere inutili. E non scrivetelo su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con <a href="http://suicidemachine.org/">Web 2.0 Suicide Machine</a> è possibile andarsene una volta per sempre da una vita fatta di false amicizie, pettegolezzi e chiacchiere inutili. E non scrivetelo su Facebook.</p>
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		<title>Qui un tempo era tutta campagna</title>
		<link>http://dotcoma.org/2011/07/22/qui-un-tempo-era-tutta-campagna/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 13:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ma guarda...]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le ultime disavventure di Gmail torno ad applicazioni che rischiavano di essere spinte in soffitta dalle moderne meraviglie del cloud computing e della filosofia &#8220;tutto online&#8221; di Google. Google Reader nasconde i siti da cui non ci sono aggiornamenti e così possono passare anche degli anni prima che ti accorga che l&#8217;ultimo post di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le ultime disavventure di Gmail torno ad applicazioni che rischiavano di essere spinte in soffitta dalle moderne meraviglie del cloud computing e della filosofia &#8220;tutto online&#8221; di Google.</p>
<p>Google Reader nasconde i siti da cui non ci sono aggiornamenti e così possono passare anche degli anni prima che ti accorga che l&#8217;ultimo post di un certo blog risale al 2007, che un sito non esiste più dal 2009 e che &#8211; oddio, leggevi davvero quella roba?!?<br />
Per fare la conta dei caduti è bastato trasferire le mie sottoscrizioni RSS da Google Reader a Thunderbird.<br />
Sono decine, quasi tutti sono passati nel giro di un paio di anni da 30 post al mese ad una mortale sterilità.</p>
<p>Li capisco, erano tempi in cui tutti aprivano il blog, tutti avevano qualcosa da dire, qualcosa di cui erano esperti.<br />
Poi sono arrivati Facebook, i primi figli, forse anche un lavoro diverso; gli interessi si sono annacquati e si è trovato chi è più esperto ed informato degli altri.<br />
Mi chiedo quanti usino ancora <acronym title="Really Simple Syndication">RSS</acronym>, col suo essere &#8220;really simple&#8221; più a parole che nella realtà della pratica.<br />
C&#8217;è stato un tempo, su Internet, dove ovunque c&#8217;era l&#8217;iconcina arancione con le parentesine concentriche, adesso hanno tutti il bottone blu di Facebook e si clicca &#8220;Mi piace&#8221;.</p>
<p>Come sempre su Internet, sono pochissimi anni, ma sembran secoli</p>
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		<title>(Breve) picnic sul ciglio della Zona</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 12:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove sono finiti gli scrittori russi di una volta? Se non li avete in casa andate in una qualsiasi libreria e soppesate un romanzo di Tolstoj o Il Dottor Zivago. Sono centinaia e centinaia di pagine. Ne L&#8217;idiota Dostoevskij ci mette 27 capitoli per raccontare una sola giornata del principe Myskin. E chi ha scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove sono finiti gli scrittori russi di una volta?<br />
Se non li avete in casa andate in una qualsiasi libreria e soppesate un romanzo di Tolstoj o <em>Il Dottor Zivago</em>. Sono centinaia e centinaia di pagine.<br />
Ne <em>L&#8217;idiota</em> Dostoevskij ci mette 27 capitoli per raccontare una sola giornata del principe Myskin.<br />
E chi ha scritto <em>Anna Karenina</em> o <em>Guerra e Pace</em>?</p>
<p>Non so se ho cominciato ad amare la letteratura russa anche per i suoi tomi voluminosi, per i fiumi di parole che Dostoevskij dettava alle sue stenografe (di cui poi si innamorava), certamente ho una certa predisposizione ad aspettarmi considerevoli risme di carta, se un libro arriva da al di là degli Urali.</p>
<p><img class="alignleft" title="Picnic sul ciglio della strada" src="http://www.marcosymarcos.com/images/picnic.gif" alt="" width="237" height="357" /></p>
<p>Ed ecco che mi imbatto in un romanzo di fantascienza scritto da due fratelli russi nel 1972: 206 pagine, che fa più o meno 100 pagine a testa.<br />
Troppo poco se ti buttano in un mondo altro, fantascientifico ma quasi verosimile, se ti fanno imbattere negli <em>stalker</em> e poi te li fanno morire tutti prima ancora che tu possa dire di conoscerli.<br />
E che dire della <em>Zona</em>, questo posto di cui non vorresti certo svelare i segreti, ma delle cui leggende diventi subito avido, come un qualsiasi avventore del bar dove gli stalker tornano dopo le loro pericolose incursioni senza neanche la forza per raccontare quello che hanno visto.</p>
<p>Sì, il difetto di questo romanzo è che dura troppo poco, e ti lascia a chiederti che fine avrà fatto il Roscio, come stanno Gutta e la Scimmietta.<br />
Sono comunque tutti perdenti, tutti <em>povera gente</em>, come li chiamava Dostoevskij.</p>
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