This is football (?)

Uno

Un responsabile della comunicazione della Juventus mostra a tutti il suo talento nel misurare le parole e il suo senso dello sport:

Sogno di asfaltarli e di cancellarli dal pianeta. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio.

Quando poi tenta di correggere il tiro dice solo che non avrebbe dovuto usare la parola “fogna” che qualcuno può trovare offensiva. Evidentemente il resto della frase ed il suo senso esprimono comunque il pensiero suo e quello della società che rappresenta, visto che non ho letto di smentite da parte del club.

Due

Un capo ultrà, sempre bianconero, corona una brillante carriera da delinquente con l’arresto.

Alla lista vorrei aggiungere una scena vista qualche giorno fa fuori dalla scuola elementare frequentata da mia figlia: un bambino che gioca nella squadra dell’oratorio preso violentemente per il bavero dal padre che lo rimprovera per non aver segnato abbastanza gol per far vincere la sua squadra.

Titoloni per bietoloni

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Il titolo qui sopra è oggi su uno dei quotidiani più letti in Italia.
Se solo io ci vedo ignoranza e quel tanto di razzismo che da sempre accompagna Balotelli, ditemelo che mi metto il cuore in pace una volta per tutte.

Che poi sto “Balo” rimarrà il re della giungla fino al primo gol sbagliato, poi tornerà ad essere solo un “negro” arrogante e neanche tanto capace di giocare al pallone.

Una serata qualunque

Mi chiamo Enrico, ho 38 anni, abito a Milano.
L’Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti.
Ieri sera, dopo cena, mi sono messo davanti alla TV e ho cambiato canale finchè non c’erano più fiction.
Un signore barbuto che assomigliava a Gad Lerner parlava dalla sezione del PD a Firenze a cui è iscritto Matteo Renzi. Con i militanti seduti attorno al tavolo si faceva il funerale alla parola sinistra.
Mi sono guardato in giro, in effetti alla mia sinistra, sul mio divano rosso, non c’era proprio niente.
In TV, seduti attorno a tavolo, c’erano il militante anziano con i baffi (“Da Stalin a Renzi”), la ragazza giovane tutta ben vestita (“Io son bene cosa ha in testa Matteo”) e poi c’era quello di 40 anni che votava Berlusconi.
“Sono stato anche io folgorato da Berlusconi”, diceva senza troppa umiltà.

“Interessante questa trasmissione”, ho pensato io. E ho preso gli occhiali che stavano proprio lì, alla mia destra, sul mio divano rosso.

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