Aria fresca

Succede che è il tramonto, la luce che muore si porta via tutti i dettgli inutili che ti hanno distratto finora.
Ecco che ad un certo punto certi pensieri che avevi sparso nel giorno tornano tutti insieme.
Una rimpatriata di amici, la carrellata finale di una commedia un po’ di genere. E’ una specie di illuminazione per chi non può permettersene, un flash a primo prezzo.
Improvvisamente tutto torna. Sei consapevole (quando ti ricapita?); per qualche minuto la tua vita è uno spettacolo niente male e tu sei seduto proprio nel posto migliore: in prima fila.

Iniziare, continuare…

Mettiamo una mattina qualunque, verso le 8, facciamo che sia lunedì.
E poi mettiamoci freddo fuori e un cielo grigio. La fretta dei soliti preparativi, le corse, la ricerca nervosa delle cose. Qualche urto, perchè la casa è piccola.

Poi ad un tratto, lei ti prende per mano, ti mette a sedere e ti si accoccola addosso come una bambina. Si fa piccola che sembra quasi stare tutta fra le tue braccia.
Un minuto, forse due, senza tante parole. Poi si alza e torna davanti allo specchio.

La giornata riparte, ma non è più la stessa.

essilU

Tornare. Quando Ulisse non c’entra, quando hai fatto tutto il possibile per rallentare sulla via di casa.
Ti sei guardato indietro sempre una volta in più del necessario, ma adesso sei a casa.

Casa non è necessariamente sempre il posto migliore, quando quello che davvero conta non ha bisogno di valigie per essere sempre con te.
Sì, dovevi stare lontano per un po’ per capirlo, per tornare a vedere quello che era lì davanti ai tuoi occhi, ovvio banale.

Un’isola così grande che è una terra, giornate senza tempo a cui ti sei abituato in fretta, a cui è l’istinto che ti spinge, come per un bisogno primario.
Posti che sanno di vicino e lontano, presente e passato allo stesso tempo. Odori nuovi, tanti colori. Vento.
E l’unica costante, unica cosa fissa sempre lì, a portata di sguardo.
Da poterla toccare tutte le volte che vuoi.

Tornare. Storcere il naso di fronte ad un lento ma inesorabile ritorno a gesti e cose che non potevi dimenticare così in fretta.

Sentirsi comunque meglio e pronti. Andiamo.

StirCamp

Avrete sicuramente sentito parlare di una moda nei corsi di aggiornamento aziendali che consiste nel prendere i manager ed i dipendenti e farli soffrire in maniera sadica: campeggi in condizioni estreme, safari, demolizione di alberghi in ristrutturazione, doppio turno in fonderia non retribuito etc.

A tutte quelle aziende che credono che questi metodi possano migliorare le prestazioni lavorative del proprio personale ma hanno qualche problema di budget propongo sessioni di stiratura intensiva, due/tre pomeriggi tra luglio ed agosto, dalle 14 alle 16 in appartamento poco areato e senza aria condizionata, a Milano in zona semi-centrale ben servita dai mezzi pubblici.
I panni da stirare ce li metto io. Non posso fatturare ma accetto buoni pasto.
Le iscrizioni sono aperte fino a fine agosto.