Retro Facebook, per quelli che…

Per tutti quelli che “il vecchio Facebook era meglio”: basta un Firefox o un altro browser della famiglia Mozilla e un semplice script per fare tornare l’homepage molto simile a quella che era prima dell’ultimo, chiacchieratissimo, restyling.

E se siete stufi di sapere a quale tipo di cioccolato assomigliano decine di vostri amici o quanti punti ha fatto tizio all’ennesimo giochino, Facebook Purity è quello che fa per voi.

Per utilizzare entrambi gli script vi consiglio di installare Greasemonkey invece di Stylish.

Retroblogging, parte seconda.

Avere un caro amico è una cosa bellissima, ma se costui è anche un maestro di cose tecniche allora sei davvero un uomo fortunato!
Grazie all’immancabile e impareggiabile tejo, ho recuperato l’archivio di tutti i post che risalgono fino al 2003.
Peccato non avere più i primi vagiti di questo blog che giravano su una ormai preistorica versione di PHPNuke (Sì, esiste ancora).

Retro blogging

Sono uno che idealizza il passato, da sempre. Mai riuscito a fare a botte con qualcosa più vecchio di qualche mese, nemmeno fosse la peggior cosa mai successa.

Così mi sono messo in testa che devo recuperare 4 anni di post che si sono persi nel passaggio dal vecchio blog a questo.
Ho un file CSV che non riesco ad importare in WordPress, ma è già qualcosa.
Oggi mi sono ricopiato a mano qualche post, metedo dannatamente lento ma è bello rileggere cose di qualche anno fa.
Quattro anni significano molto nella mia vita, soprattutto questi ultimi 3-4. E di questi tempi, guardarsi un po’ indietro per capire come si è arrivati fino a qui, di certo non fa male.

Di cosa stiamo parlando in realtà?

E’ come quando arrivi in cima alla montagna, la vetta che ti eri prefisso quando la mattina ti sei alzato dal letto.
Hai il fiatone, le gambe rigide per la salita, i piedi che vorrebbero scalciare via gli scarponi. C’è il sole ma l’aria è fredda e ti sferza il viso con una forza che non è certo un benvenuto.
Sei solo e solo su te stesso riesci a concentrarti: fatica, freddo, dolore.
Poi sposti lo sguardo all’indietro, da dove sei venuto: il sentiero che si perde tanto lontano che non puoi vedere da dove sei partito, dove è casa tua.
E cominci ad accorgerti del panorama, splendido come solo una fatica così grande poteva meritare. Butti via il passato che zavorra e conservi i ricordi, è così che si va avanti senza perdere la strada.