Gusto dell’orrido

E’ uno di quei periodi in cui non ho voglia di notizie. Niente quotidiani, la TV che ormai è sparita da casa, solo una sbirciatina alla prima pagina di Repubblica.it, la foto di prima del Il Manifesto e, chi mi conosce sa che il mio senso dell’umorismo confina con il gusto dell’orrido, non mi faccio mancare il divertimento di dare un’occhiata a quello che combina Vittorio Feltri sul suo Libero.

La cosa grave è che oggi sono quasi d’accordo con lui quando commenta i risultati delle amministrative. La cosa mi preoccupa non poco, ma la prendo come una coincidenza di fatti praticamente impossibile, come il famoso libro che le scimmie di Borges stanno ancora scrivendo.
Prima di tutto, sono solo amministrative. Sono sì un campanello di allarme per qualcuno, ma chiedere la caduta del governo è solo un giochino politico.

Il centro destra vince e gonfia il petto, a sinistra invece devono ancora decidere di chi è la colpa,ma tutti pensano che non sia colpa di nessuno. Tanto c’è il partito democratico…

Silently

Qualcuno ha già deciso che 23 è un bel disco. L’avevo scaricato in anteprima e finisco così spesso ad ascoltarlo che mi son deciso a comprare il CD. Fine della recensione.
Senza entrare nei meriti artistici della copertina e del package, va bene il design, la grafica e l’artisticità della cosa, ma mettere i titoli delle canzoni solo sulla fascetta di carta che chiude il digipack mi sembra un po’ troppo. Conservare in qualche modo la preziosa striscetta rossa è un’impresa disperata e con certo retrogusto fetish-maniacale che poco mi si addice.

Grazie per averci almeno messo il titolo dell’album. Le canzoni cercherò di leggerle sul CD mentre gira nel lettore (cosa forse possibile solo con un costosissimo lettore Bang&Olufsen) o le scriverò a penna sul cartone azzurro del retro lasciato (artisticamente, ovvio) completamente vuoto.

Vi tedio

Dopo qualche anno posso dire che la qualità dei Virtual Server di Areaserver è davvero così così. I tempi di risposta alle mail di supporto si sono sempre allungati, i database MySQL ogni tanto perdono i pezzi e quando è successo qualcosa i tecnici sembravano alternativamente cadere dal proverbiale pero o essere visibilmente scocciati.

Siccome ai nuovi utenti, per la stessa cifra che pago io, adesso offrono server con configurazioni decisamente migliori della mia, mi sono chiesto come mai tanta disparità di trattamento tra vecchi e nuovi clienti ed ho scritto al supporto commerciale per sapere se fosse possibile avere un upgrade.
La risposta arrivata dopo qualche giorno è che per motivi tecnici non è possibile modificare le configurazioni dei VPS. Se voglio un server nuovo devo ordinarne un’altro prima che il mio scada e poi trasferire tutto dal vecchio al nuovo.

Visto che devo fare trasloco, provo a trasferirmi oltreoceano, in condominio con un amico.

Comincia la sfida di gestire un server tutto nostro, per fortuna che c’è HowToForge.
Tocca rimboccarsi le maniche, ma sarà divertente.