Libreoffice e MacOS Catalina: gioie con qualche dolore

L’introduzione di MacOS Catalina non è stata indolore per molti utenti: il definitivo abbandono delle applicazioni 32-bit ha costretto molti ad un po’ di lavoro extra, mentre alcune funzioni di sicurezza del nuovo sistema operativo Apple a volte creano qualche problema, soprattutto con le applicazioni provenienti da sviluppatori non certificati.

Questa ridda di cambiamenti nella piattaforma possono essere la causa di qualche bug, come nel caso di Libreoffice.
Una nuova installazione della versione 7.0 su un Macbook appena inizializzato aveva problemi nel salvataggio dei file: cliccando sull’icona di salvataggio il sistema sembrava andare in blocco per qualche secondo per poi tornare reattivo ma senza aver effettuato il salvataggio nè tantomeno aver fornito un messaggio di errore esplicativo.

Cercando in rete mi sono imbattuto nella segnalazione di questo bug, probabilmente dovuto all’installazione del language pack.

Seguendo le istruzioni, è bastato spostarsi nella cartella Applicazioni del mio Mac

$ cd /Applications

e digitare il comando:

$ codesign -vvv --deep --strict LibreOffice.app

Gestire un iPod senza iTunes

Se, nonostante tu abbia un Mac, non vuoi o non puoi usare Itunes, Floola è una buona soluzione per trasferire i file sul tuo iPod.

Ho ormai regalato i miei vecchi iPod (un Nano secondo generazione e un vetusto ma sempre comodo iPod Shuffle primissima generazione) ai miei figli, che continuamente mi chiedono di aggiungere canzoni ai loro dispositivi.

Sincronizzare i dispositivi con una libreria iTunes era scomodo e mi limitava ad usare sempre e solo un computer per trasferire la musica, dovendo oltretutto prima importare i brani selezionati.

So di non essere il primo a trovare iTunes poco simpatico e così scomodo da usare da essere considerato una inspiegabile anomalia nell’ecosistema Apple, così mi sono messo alla ricerca di qualcosa di alternativo che mi permettesse di fare una sola cosa: mettere le canzoni sull’iPod senza fare troppi passaggi e soprattutto con qualsiasi computer avessi a portata di mano.

Floola fa proprio questo, anche se per amor di giustizia occorre aggiungere che fa molte più cose del semplice trasferimento di canzoni.
E’ un music manager neanche troppo minimale, con tanto di convertitore istantaneo e una gestione della libreria semplice come volevo io.

Facendo una veloce ricerca su Internet potrete trovare diverse alternativa, ma Floola è multipiattaforma: Windows, Linux e Mac.
La versione attuale è ferma al 2012, ma durante i miei utilizzi ha sempre funzionato bene ed è veloce: questo permette di esaudire in fretta la voglia di Occidentali’s Karma dei vostri figli e riprendere ad ascoltare la vostra playlist 90’s grunge hits.

P.S.
Youtube-dl è un altro grande alleato della tranquillità di ogni genitore moderno.

Utilizzare una vecchia Airport Express per estendere il segnale Wi-Fi

Una vecchia base Airport Express del 2007 trovata in una scatola di vecchiume informatico mi ha suggerito l’idea di utilizzarla per migliorare la ricezione del Wi-Fi nelle stanze della casa dove il segnale è più debole.
Nonostante abiti in un piccolo appartamento, basta allontanarsi dalla stanza dove è il router per notare bruschi cali nella potenza del segnale e nella velocità di connessione.
La possibilità di connettersi sia tramite Ethernet che wireless rende Airport Express ideale per lo scopo.

Una vecchia base Airport Express di Apple
Premetto che ho un cavo Ethernet che dal router attraversa la casa fino a raggiungere un angolo studio ricavato in camera da letto, e proprio a quel cavo ho collegato la base Airport Express in modo che abbia sempre una connessione stabile e veloce.

Il primo problema da risolvere è quello di configurare la base, visto che le versioni più recenti delli Utility Airport rilasciate da Apple non supportano più le vecchie basi Airport.
Inutile chiedersene il motivo, Apple ci ha ormai abituato a scelte apparentemente senza giustificazioni logiche, è la croce e delizia del cosidetto “giardino chiuso” dei prodotti della Mela.L’ultima versione di Utility Airport che supporta questa vecchia versione di Airport Express è la 5.6.1, ma per farla girare sulle versioni di OSX più recenti ho dovuto seguire questi utili consigli.

Una volta ottenuta una versione funzionante dell’Utility Airport, basta collegare la base direttamente al Mac tramite porta Ethernet e configurarla.
Io ho seguito queste istruzioni e tutto è andato liscio, anche se non ho collegato la base alla porta WAN ma ad una delle porte LAN del router.Una volta riavviata la base e collegata al router il gioco è fatto.

Nonostante questa vecchia base Airport non supporti le connessioni Wi-Fi più recenti e veloci, fornisce comunque un segnale 802.11g stabile e  forte abbastanza da permettere lo streaming di video.

Un leopardo con le pulci?

Non ho ancora installato Leopard perchè in questo momento, 129 euro mi sembrano troppi. Tiger funziona benissimo anche sul nuovo MacBook Pro che mi sono regalato questa estate e non sento l’esigenza di nessuna delle nuove caratteristiche del sistema 10.5.
Curioso sì, lo sono parecchio, ma alla mia età si comincia ad imparare a trattenersi, forse qualche briciola di senno è il bonus che il tempo regala per compensare altre cose che si porta via.

Sento che qualcuno si lamenta di Leopard, c’è addirittura chi lo paragona a Windows Vista.
Anche l’usuale coro di plauso che solitamente si leva a tessere le lodi dei nuovi prodotti della mela morsicata questa volta mi sembra un po’ meno rumoroso.

Ricordo che quando uscì Tiger ero talmente entusiasta che me lo portai a casa un paio di settimane dopo il suo lancio , ora non so, non riesco a farmi prendere dalla smania.

E a voi, come va sto leopardo? Mi sto davvero perdendo qualcosa?

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